Descrizione

Cosa resta, un secolo dopo, della vittoria italiana nella Grande Guerra? L?autore risponde a questa domanda, prendendo in esame i fenomeni culturali, politici e sociali che hanno spinto le Istituzioni, i media e l?intellighenzia del nostro Paese a snobbare e processare un evento cruciale: il costante riferimento alle fantomatiche ?fucilazioni di massa?, l?avvento di un cinema pessimista e decadente, la retorica pacifista, la mitizzazione della diserzione, la psicosi anti-nazionale di matrice antifascista, la caricatura forzata e artefatta dell?italiano egoista e vigliacco.

Stelio Fergola demolisce, pagina dopo pagina, tutti i ?falsi miti? della vulgata anti-italiana che ha animato il secondo dopoguerra, con la precisa volont? di offrire un approccio equilibrato e veritiero alla Prima Guerra Mondiale, essenziale nel processo di consolidamento della nostra identit? nazionale. Tra analisi storica e indagine sociale, si impone una nuova narrazione dei fatti, tesa a riscoprire ci? che ? stato omesso per decenni: le gesta epiche dei nostri soldati, lo spirito autentico della trincea, l?epopea di un popolo che risorge e si fa Comunit?.

Ma ?Riprendersi la Vittoria? ? anche un monito agli italiani del terzo millennio: avere consapevolezza di s?, ribadire il proprio senso di appartenenza, custodire e trasmettere ? con fierezza ? il sacrificio dei tanti connazionali che hanno donato la vita alla Patria. Perch? il 4 novembre ? nell?epoca del globalismo apolide e sradicante ? torni ad essere la festa condivisa di un popolo e di una Nazione. Perch? i nostri figli sappiano che l?Italia non ? stata soltanto la terra dei mafiosi e dei corrotti, ma anche quella degli slanci generosi e dei sacrifici esemplari, dei confini sacri e del sangue versato, dei miti condivisi degli eroi immortali.